Zbornik donosi učeničke prozne radove nastale u rasponu od sedam godina i pisane na oba nastavna jezika. Tekstovi se reproduciraju u cijelosti.
Ovaj će svijet, sa svojim protivurječnostima, ostati na nama. Ne mislimo reći „šta da se radi", naša parola nije „action", koja znači to u banalnom smislu — akcija radi akcije. Mi moramo znati što da se radi i moramo to raditi. Sada! Moramo sve negativno ukloniti u korist cijelog čovječanstva.
Moramo imati na umu da sve te zadatke neće biti ni malo lako riješiti, ali imamo takav uzor kakvog nema omladina svake zemlje. Zato treba da pogledamo 35 godina unazad. Diviti se velikanima naše revolucije i poći stazama koje su oni utrli. Sigurni smo da je to put kojim treba da idemo da bismo stigli do cilja. Mnoge su oči uprte u nas i mi moramo dati sve od sebe da bismo u njima vidjeli radostan sjaj.
I kad budemo pred najtežim zadacima, moramo se sjetiti riječi koje su nam upućene od najdražeg učitelja — druga Tita: „Snaga je u našoj mladoj generaciji koja je prigrlila tekovine revolucije kao svoje i koja zna da iza sebe ima duži period rada i života u slobodi i miru, nego ijedna generacija na ovom tlu."
Prvi put kada sam ga ugledala, njegovo je lice bilo posve prozirno, beznačajno. Ništa se nije naziralo, ni radost, ni tuga, osim možda podrugljiv smiješak. Smiješak kojim se koriste frajeri, ali njemu taj smiješak nije pristajao, djelovao je namješteno i ukočeno, kao i oči . . . bezbojne. Ni odsjaja neba u njima nije bilo. Otišao je bez pozdrava.
Drugi put srela sam ga sasvim slučajno. Hodala sam ulicom i na drugoj strani gledala nekog kako mi maše. Odmah sam ga prepoznala. Produžila sam dalje, a i on također.
Kada smo se sreli slijedeći put, oči su mu bile mutne, a pogled zamagljen. Nije mnogo pričao. Njegove usnice nisu se micale, a kao da je mnogo toga želio reći.
Naš četvrti susret. Društvo se rasulo i ostali smo sami. Njegove bezizražajne, mutne oči bljesnule su čudnim sjajem, u njima se ogledala čitava priroda: krošnje, livade, cvijeće, pa čak i mali kutak plavog neba, njegove oči zračile su zrakama sunca. Nestalo je magle i na nebu se pojavila duga.
Šetali smo držeći se za ruke i nisam morala gledati uokolo, bile su mi dovoljne njegove oči. Tek tada, po prvi put, zapazila sam boju njegovih očiju, bile su plave poput mora, poput zelenih pašnjaka, poput ebanovine. Njegov nos, bio je najsretniji nos na svijetu, vedar i nasmijan. Njegove usne bile su najsretnije usne na svijetu, a on, on je tada bio najsretniji čovjek na svijetu. Nisam imala hrabrosti da mu te trenutke sreće pokvarim. Bili smo prijatelji, to je bilo sve.
Jedan moj pogled bio je dovoljan da se one blistave oči ponovo zamute, njihove boje je nestalo, sjaj se ugasio. Ugasio se sjaj kojim je sjalo njegovo biće, ali gledajući u njegovo lice, gledala sam u ljubav.
L'adolescenza viene considerata l'età più spensierata e felice nella vita di un essere umano. Allo stesso tempo la si considera la più impegnativa, quella che più delle altre racchiude paura e tristezza. Essa segna l'inizio della vita, ma in certi casi anche la sua fine.
A quindici, sedici anni, la vita ti sorride e ti apre le sue vie. A poco a poco scopri i misteri della vita. L'amore che da bambino hai vissuto attraverso le favole ora diventa realtà. La fantasia diventa la tua ombra e anche se tutto il mondo ti crolla addosso ti fa sognare il domani. Le lacrime diventano il tuo rifugio e cerchi di trovare la serenità in cose che fanno parte del passato.
Lacrime, fantasia, amori che nascono con l'alba e muoiono con gli ultimi frammenti di sole, sono degli elementi che ti fanno superare quest'età critica in modo penoso, ma allo stesso tempo istruttivo. È proprio in questo arco di tempo che apprendi le regole della vita, cioè quando da bambino diventi un essere adulto, responsabile . . . Come ogni cosa, anche l'adolescenza ha i suoi lati negativi e così come può creare un'esistenza allo stesso modo la può distruggere. Oggi ci sono ragazzi che vivono con la paura di crescere e che, temendo il futuro, imboccano strade sbagliate che li porta nel precipizio le cui sponde scivolose non permettono la risalita. Seguendo falsi ideali trovano sollievo nella droga o nell'alcol, questi li portano anche alla morte. Vivendo nell'incubo si ritrovano a camminare nelle tenebre, tenebre che non verranno mai illuminate dal sole. L'ancora di salvezza per questi „bambini mai cresciuti" è la morte, che cercano di trovare in ogni angolo che imboccano, perché il loro spirito è già morto con il primo pizzico di droga entrato nel sangue. Sbagliare diventa facile, quasi dolce, quando qualcuno lo impedisce, e sbaglio dopo sbaglio arriva la fine.
L'adolescenza porta tante cose, belle e brutte, buone e cattive, giuste e meno giuste. C'è un verso che dice „. . . sto morendo dentro, ma nessuno lo sa . . .", è proprio così che definirei lo stato d'animo di ogni ragazzo in crescita. Poi però qualcuno riesce a vincere le paure ed a trovare la serenità tra le cose che compongono la vita. Altri invece si intoppano e non ce la fanno più a rialzarsi.
Spesso si sente dire di gente che procedendo negli anni vorrebbe tornare indietro. Però quando si ha davvero quindici anni si vorrebbe essere già adulti.
Come è difficile da capire la vita, quando si ha qualcosa non la si sa apprezzare, e quando si comprende la sua importanza è troppo tardi perché il tempo l'ha già inghiottita.
In Jugoslavia ci sono molti problemi di cui si potrebbe discutere per giorni interi: i vari i problemi giovanili, la disoccupazione, la droga, l'inflazione ecc. . . . Questi sono problemi che non sorgono solo da noi ma sono le conseguenze dello sviluppo economico, politico e sociale di una società. I problemi su cui vorrei porre l'accento sono: il problema della tossicodipendenza dei giovani e un altro da non tralasciare, il problema dei ragazzi handicappati.
Nella vita di ogni giorni i genitori di bambini handicappati devono affrontare molti problemi per la realizzazione dei loro diritti. La vita e le cure di questa particolare popolazione sono suddivise tra i familiari ed eventualmente altri collaboratori.
Gli studi fatti in tutto il mondo hanno dimostrato che circa il 10% della popolazione attiva ha subito qualche lesione fisica o ha contratto malattie che in un dato modo ne limitano oppure cambiano la capacità lavorativa. Di questo numero secondo la valutazione generale, il 50% delle persone ha tutte le capacità per svolgere un lavoro.
Tutti i sistemi delle attività sociali si occupano in modo diretto oppure in modo indiretto delle varie questioni per la cura generale degli invalidi. A causa del modo separato in cui si elaborano i dati riguardanti le persone handicappate, non sappiamo esattamente il potenziale lavorativo che essi rappresentano e come sia la struttura di questo potenziale in Jugoslavia, cioè non sappiamo esattamente il loro numero.
Le indagini fatte finora nel campo dell'occupazione degli invalidi nelle OLA sono state solamente parziali e comprendevano un tipo di invalidità stabilita, e il modo di lavorare con tali invalidi.
In Jugoslavia, come nel resto del mondo, si iniziò a curare questa popolazione invalida dopo la fine della Seconda guerra mondiale. All'inizio questa cura era organizzata in modo tale da educare e riabilitare i bambini con deformità poco evidenti, mentre i bambini con deformità maggiori venivano sistemati in istituti di cura degli invalidi.
Per assicurare ai bambini hadicappati un futuro come lavoratori, nel 1960 è uscito il Regolamento della categorizzazione ed evidenziazione dei bambini ostacolati nello sviluppo fisico e psichico. Questa popolazione indifesa deve essere protetta dalla legge. Essi devono avere assicurata l'assistenza sanitaria, devono andare negli asili e nelle scuole e devono essere assunti nelle OLA. Inoltre alle famiglie con figli handicappati si devono dare degli aiuti materiali in denaro fino a che i ragazzi non saranno in grado di badare a se stessi e a farsi una vita propria. Mentre se i bambini devono essere handicappati per sempre, allora i loro aiuti sono durevoli per sempre.
Ci sono molte aziende in tutto il mondo che tentano di aiutare gli handicappati (per se. le famose organizzazioni americane Boeing, General Motors Co. . . .). Il fine di queste organizzazioni è di insegnare all'individuo ad agire da solo in tal modo riabilitarlo fisicamente, psicologicamente e abilitarlo a svolgere il proprio lavoro da solo, con le proprie forze.
Quindi i bambini hadicappati hanno bisogno di molte cure e di molto amore per poter accettare questa loro deformità, questa differenza che esiste tra loro e i bambini sani. Essi si sentono esclusi, troppo diversi. Soltanto con un grandissimo affetto e con tanto amore essi possono riuscire a capire la vita, e a superare tutte le difficoltà che incontreranno. E in tal modo impareranno a costruirsi un futuro con le proprie mani, usando la propria capacità e incapacità. Io penso che questa parte della popolazione non deve essere trascurata, bisogna organizzare e prendere tutte le misure possibili per assicurare loro un futuro sereno e felice. Bisogna trovare il modo di organizzare anche le loro attività sportive, oppure trovare metodi affinchè essi possano passare belle giornate in allegria, organizzare incontri culturali o ricreativi in modo di farli sentire bene accettati dalla società e far sentire loro tutto il nostro affetto. Soltanto con l'amore e la comprensione essi troveranno la propria identità.
Mentre da una parte abbiamo gli handicappati, sempre in lotta con sè stessi, per poter andare avanti, dall'altra parte abbiamo i ragazzi sani che cercano di rovinarsi la vita con tutti i mezzi. Questi sono i ragazzi deboli, che cercano degli alibi solo per non affrontare la realtà che li circonda. Essi si drogano, bevono... e in tal modo avvelenano la loro vita e la vita della società in cui essi vivono.
Purtroppo, questo problema che una volta era piuttosto lontano da noi, è ora apparso all'improvviso nelle nostre vite e si intreccia con la nostra vita quotidiana. Come se non bastassero tutti i guai che sono al mondo, la giovane generazione deve aggravare la situazione con altri problemi. Una delle città più vicina a noi, in cui si ha notizia di ragazzi dipendenti da varie droghe è Pola. Pola, famosa città storica, così importante per l'Istria, è ora teatro di assurde vicende vissute quotidianamente da ragazzi della mia età e anche più giovani. La ricerca fatta da uno psicologo, su di un campione di 679 alunni e studenti delle elementari, delle medie, nonché delle superiori, in alcune scuole di Pola è stata fruttuosa. I risultati hanno confermato le previsioni, o almeno quanto ci si aspettava: l'11% degli intervistati ha dichiarato di essere fumatore abituale, il 15% ha dichiarato di consumare regolarmente alcol, il 6% ha detto di aver avuto esperienze con l'aspirazione di colle, benzine oppure con l'ingerimento eccessivo di medicinali ad effetto stupefacente. Questi alunni hanno un profitto scolastico molto basso, spesso sono ripetenti, hanno un parere negativo sul rapporto esistente con i loro genitori, e molto spesso hanno difficoltà a comunicare con loro. Pensano di essere respinti dalle famiglie e in tal modo cercano di fuggire dalla realtà in vari modi. Naturalmente, nell'indagine non è emerso alcun tossicodipendente nel senso più crudo della parola, soprattutto perché tali alunni abbandonano la scuola e perché alcuni hanno voluto tenere l'anonimato.
Per una efficace prevenzione contro la droga, è necessaria la conoscenza delle cause che portano al fenomeno, come pure delle fasce sociali e dei tipi di personalità ad „alto rischio", cioè con una predisposizione statisticamente rilevante ad essere coinvolti nella spirale della droga, spirale in cui è facile entrare, ma difficile uscire. Sono molte le ragioni perché i ragazzi iniziano a drogarsi: al primo posto è la degradazione dei rapporti familiari fino all'aperta conflittualità, come pure la fuga da qualsiasi responsabilità, impegno, dalle sensazioni di disinteresse, di stanchezza, di noia, inoltre la facilità con cui si può arrivare alle droghe, all'alcool, ai medicinali... Le cause di tossicodipendenza dei giovani si possono ricercare nell'azione reciproca esistente tra la personalità dell'individuo e l'ambiente dove vive.
Altre cause possono essere la svalutazione del momento lavorativo, di degrado del lavoro di insegnante e di professore nel sistema di educazione scolastica e della grande permissività esistente in questo campo, come pure nell'educazione familiare. Inoltre la crisi economica, la difficoltà di trovare lavoro, sono le ragioni per cui i giovani cercano la „fuga dalla realtà".
Io comprendo le ragioni per cui i giovani si drogano, però credo che nessuna cosa, nessun problema sia più importante della vita umana. I tossicodipendenti devono affrontare la realtà, cercare di smettere col rovinarsi la vita, perché la vita è il bene più prezioso che ci sia sulla terra. Devono essere più coraggiosi (come gli handicappati) e noi dobbiamo aiutarli a superare questo momento con tutto il nostro amore e comprensione, perché l'amicizia e la pace sono le forze, cioè le basi su cui è costruito il Mondo.